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Finanziamenti ai competence center : industria 4.0

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Industria 4.0 – regolamento per finanziamenti ai competence center

Con decreto n. 214 del 12 settembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 9 gennaio 2018, il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato il regolamento per la costituzione e il finanziamento dei competence center, nell’ambito del Piano nazionale Industria 4.0 e in attuazione della legge di bilancio 2017.

Il decreto entrerà in vigore il 24 gennaio 2018.

Cosa sono i competence center 4.0

competence center 4.0 sono partenariati pubblico-privati – composti da imprese e organismi di ricerca – destinati a promuovere e realizzare, progetti di ricerca applicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologie avanzate, nel quadro degli interventi connessi al Piano nazionale Industria 4.0.

I centri di competenza devono attuare un programma di attività volto a:

  • orientare le imprese, in particolare PMI, attraverso la predisposizione di una serie di strumenti volti a supportare le imprese nel valutare il loro livello di maturità digitale e tecnologica;
  • formare le imprese, al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0;
  • attuare progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, proposti dalle imprese.

Chi aderisce ai centri di competenza

I competence center sono composti da imprese e organismi di ricerca, in possesso di determinati requisiti.

Gli organismi di ricerca facenti parte del centro di competenza ad alta specializzazione devono:

  • a) avere contabilità separate per il finanziamento e per i costi e i ricavi di tali attività economiche, laddove l’ente svolga anche attività economiche;
  • b) assicurare, qualora si tratti di organismi di ricerca di natura privata, che le imprese in grado di esercitare un’influenza decisiva sull’ente, per come previsto dal regolamento GBER, ad esempio in qualità di azionisti o di soci, non possano godere di alcun accesso preferenziale ai risultati generati, fatto salvo quanto consentito dal medesimo regolamento;
  • c) per le università: 1. impiegare personale e strutture afferenti per almeno il 70% ai dipartimenti selezionati in base all’indicatore standardizzato della performance dipartimentale (ISPD) e ammessi alla presentazione di progetti di sviluppo dipartimentale; 2. aver partecipato all’ultimo esercizio di Valutazione della qualità della ricerca (VQR) eseguito dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), fino a conclusione della procedura e con esito positivo, per tutte le strutture di ricerca appartenenti all’istituzione posizionandosi, nelle aree di interesse per le attività previste, nel primo quartile della distribuzione nazionale (atenei) dell’indicatore R (voto medio normalizzato dell’area) e dell’indicatore X (frazione di prodotti eccellenti normalizzato nell’area);
  • d) per gli enti di ricerca, aver partecipato all’ultimo esercizio di VQR eseguito dall’ANVUR, fino a conclusione della procedura e con esito positivo, per tutte le strutture di ricerca appartenenti all’istituzione posizionandosi, nelle aree di interesse per le attività previste, nel primo quartile della distribuzione nazionale (enti di ricerca) dell’indicatore R (voto medio normalizzato dell’area) e dell’indicatore X (frazione di prodotti eccellenti normalizzato nell’area).

Gli organismi di ricerca privati dovranno essere presenti nell’Anagrafe nazionale delle ricerche, istituita ai sensi dell’articolo 63 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e avere gli stessi requisiti soggettivi delle imprese, come di seguito indicati.

Le imprese che aderiscono ai competence center devono:

  • a) essere regolarmente costituite ed iscritte nel registro delle imprese;
  • b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;
  • c) non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • d) essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero dello sviluppo economico;
  • e) non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento GBER.

Cosa finanziano i competence center

I competence center finanziano progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale – presentati dalle imprese – che devono prevedere:

  • un piano di intervento concreto, dettagliato in investimenti, costi, tempi;
  • la stima dei benefici economici per l’impresa in termini di riduzione di inefficienze, sprechi e costi, anche in termini di miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti;
  • redazione di un piano finanziario a copertura dei costi del progetto.

Finanziamento del MISE

In base al regolamento, il Ministero dello Sviluppo economico concede un finanziamento finalizzato a sostenere le spese relative a:

  • costituzione e avviamento dell’attività del centro di competenza ad alta specializzazione, nel rispetto delle condizioni di cui all’articolo 27 regolamento GBER, per un importo complessivo non superiore a 7,5 milioni di euro per polo, nella forma di contributi diretti alla spesa ed in misura non superiore al 65% delle risorse disponibili;
  • progetti di cui al programma di attività del centro di competenza ad alta specializzazione, nel rispetto delle condizioni di cui agli articoli 25, 28 e 29 del regolamento GBER, per un importo massimo non superiore a 200mila euro per ciascun progetto, nella forma di contributi diretti alla spesa ed in misura non inferiore al 35% delle risorse disponibili.
31 Gen, 18

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